Hydro Thermal Dewatering
Disidratazione idrotermale per la valorizzazione dei fanghi
La tecnologia idrotermale tratta biomasse ad alto contenuto di umidità - come i fanghi biologici - attraverso processi termo-chimici controllati di temperatura e pressione.
Durante il trattamento, il fango viene riscaldato fino a 215-250 °C e pressurizzato fino a 20-50 bar, condizioni che rompono le strutture organiche complesse e consentono di separare in modo efficiente la fase liquida da quella solida.
Il processo HTD permette la solubilizzazione delle sostanze polimeriche extracellulari (EPS), migliorando drasticamente la disidratabilità del fango e portando il contenuto solido del residuo oltre il 60% di sostanza secca - un risultato ottenuto con un bilancio energetico nettamente più favorevole rispetto a un sistema di essiccamento termico convenzionale.
Due prodotti, due valorizzazioni
- Frazione solida (“cake”)
Materiale compatto, igienizzato e ricco di carbonio, con potere calorifico elevato.
Può essere impiegato nella produzione di laterizi o utilizzato come combustibile rinnovabile, riducendo il ricorso a materie prime fossili. - Frazione liquida (“liquor”)
Ricca di sostanza organica disciolta, può essere reimmessa nei digestori anaerobici come booster per la produzione di biogas, contribuendo al bilancio energetico positivo del processo.
Vantaggi principali
- Disidratazione meccanica spinta senza essiccamento termico
- Riduzione dei volumi e dei costi di smaltimento
- Recupero energetico e materico integrato (biogas e materiali per laterizi)
- Minori emissioni di CO? e conformità alle direttive europee sul recupero dei nutrienti
Hydro Thermal Dewatering
Impianto Pilota
Per la validazione e l’ottimizzazione del processo Hydrothermal Carbonization (HTC), è stato realizzato un impianto pilota in continuo progettato per simulare le condizioni operative di un futuro impianto dimostrativo. L’impianto pilota consente di sperimentare in condizioni reali il processo HTC, permette la raccolta in continuo di dati sperimentali, la verifica diretta di fenomeni quali fouling e sviluppo di reazioni secondarie esotermiche, e una verifica dell’efficienza energetica della tecnologia.
Caratteristiche tecniche:
- Configurazione monotubo camiciato, suddiviso in tre sezioni:
- Riscaldamento fino a 210 °C e 20 bar.
- Mantenimento per 1 ora in condizioni controllate di carbonizzazione.
- Raffreddamento e depressurizzazione con scarico del materiale trattato.
- Circolazione di olio diatermico per il controllo termico (riscaldamento e raffreddamento).
- Funzionamento in continuo con possibilità di variazione dei parametri di processo.
- Versione skid prefabbricata, conforme alle Direttive PED e Macchine e al D.Lgs. 81/08.
L’impianto HTL può essere applicato anche a rifiuti organici urbani e digestati di biogas, generando residui nutrienti. Analisi LCA (Life Cycle Assessment), LCC (Life Cycle Costing) e SLCA (Social LCA) dimostrano minori impatti ambientali rispetto a incenerimento o discarica, con benefici economici e ecologici.
